Zooterapia e ippoterapia, quando gli animali fanno bene alla salute

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Zooterapia

Il rapporto uomo-animale ha da sempre portato grandi benefici: ben lo sanno gli studiosi che, dalla seconda parte del Novecento hanno iniziato a studiarne gli effetti per curare o alleviare, insieme alle moderne scienze, alcune patologie e disabilità. È così nata la zooterapia e, nel particolare, l’ippoterapia, anche se non sembrano essere le uniche terapie dolci e di aiuto ora sviluppate e utilizzate.

L’ippoterapia

Basandosi sull’interazione uomo e animale, l’ippoterapia va a utilizzare i cavalli sia per scopi riabilitativi, sia per aiutare il disabile ad avere una maggiore autonomia.

Proprio il carattere di questo animale, unito alla sua fisicità e a tutte le caratteristiche, lo rendono ideale sopratutto per chi ha subito traumi o come supporto a chi è affetto da autismo o sindrome di Down.

Zooterapia

L’ippoterapia è, come abbiamo avuto modo di vedere, un ramo di una scienza ancora più vasta e completa, quella della zooterapia, anche detta pet therapy, enunciata per la prima volta dallo psichiatra Boris Levinson nel 1960 e messa ufficialmente studiata dal 1981, con la creazione della Delta Society. Si tratta di una terapia che aiuta e si va ad appoggiare a quelle tradizionali e che può essere davvero utile per superare stress, ansia, stati depressivi anche dovuti alla solitudine del ricovero. Esistono, oggigiorno, sia attività assistite con animali, più indicate dal punto di vista della rieducazione, sia terapie assistite con animale che, ovviamente, deve aver ricevuto un’educazione appropriata per poter essere utilizzato come terapia di supporto.

E il cinema

Non sono solo la zooterapia e, più in particolare, l’ippoterapia, tra i nuovi ritrovati che la scienza medica utilizza per aiutare le persone malate. Presso il Policlinico Gemelli di Roma, ad esempio, si vuole attivare un nuovo modello di aiuto verso i malati, basato nientemeno che sul cinema. Secondo alcuni studi, infatti, le pellicole sono in grado di alleviare i pensieri del malato, aiutandolo, anche solo per un breve momento, a pensare a un qualcosa di diverso. Proprio il famoso ospedale della Capitale sta portando avanti il suo esperimento grazie all’aiuto di MediCinema Italia Onlus: ancora non attiva, la sala per i ricoverati potrebbe essere aperta, con le sue prime visioni, a inizio 2015.

Photo Credit: Mike McSharry – Flickr.com