Assicurazione sanitaria: quando prevenire facilita il curare

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Uno dei detti più popolari e antichi della nostra società, usato ed abusato soprattutto dalle persone più anziane, è quello per cui “prevenire è meglio che curare”.
Si tratta indubbiamente di una affermazione vera e carica di significato, eppure, talvolta, incompleta.

Prevenire, infatti, è certamente meglio che curare, ma quando ciò è possibile.

Non sempre infatti prevenire e munirsi in anticipo consente di evitare una malattia o un intervento chirurgico, poiché spesso si tratta di situazioni o eventi svincolati alla nostra volontà, che non possiamo in alcun modo controllare sebbene lo vorremmo.

In simili casi, tuttavia, anche quando non è ormai più possibile sottrarsi ad una sorte in qualche modo avversa, l’attività del prevenire può ugualmente avere una propria importanza e portare vantaggi.

L’esempio più classico è quello di aver stipulato, previamente, una assicurazione sanitaria in grado di garantire la adeguata tutela nelle ipotesi di infortuni, malattie o operazioni chirurgiche.

In questi casi, infatti, l’aver già compiuto l’attività del prevenire facilita indubbiamente il curare successivo, poiché l’assicurato viene accompagnato dalla polizza assicurativa in tutto il suo iter medico, a partire dalla fase della diagnosi fino all’intervento ed alla eventuale successiva riabilitazione.

In questo lungo percorso, del resto, le spese da affrontare per il paziente sono numerose ed ingenti e la polizza assicurativa sanitaria ne consente un adeguato rimborso, in modo così da non doversi preoccupare per la cessazione della propria attività lavorativa.

Ma non solo. In base alle diverse tipologie di polizza scelte, l’assicurato ha altresì la possibilità di ottenere una indennità giornaliera variabile a seconda del periodo di degenza e di permanenza nella struttura ospedaliera.

Dover stare ricoverati in ospedale infatti, è probabilmente la sofferenza maggiore per il paziente, le cui condizioni fisiche sono già debilitate. La polizza in questione, tuttavia, tenta di alleviare un minimo la sofferenza, quanto meno morale, integrando il reddito del paziente e sostenendo la sua condizione psico-fisica.